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In fondo la mia vita è la storia dei tentativi che ho fatto di tenere i piedi per terra senza mai smettere di alzare gli occhi al cielo.

M.G

domenica 30 giugno 2013

Come fuochi d'artificio


Tu non sei speciale!
Non sei particolare!
Non sei una spanna avanti agli altri!
Tu sei uguale alla massa per lui...
Una faccia grigia insieme a centinai di figure in bianco e nero...
E non vuole dire niente che tu il suo viso lo vedi a colori...
Non vuol dire niente che quel maledetto sorriso brilla a chilometri di distanza...
Tu resti comunque il nulla!
Devi solo imparare ad accettarlo.
Devi rendertene conto!
Quello che è stato è bloccato nel tempo.
Non tornerà più! 
Lui non vuole... Lui non ti vuole!
Siete stati bene... Ma il vostro tempo si è esaurito.
Come lo scintillio dei fuochi d'artificio che colorano il cielo in un attimo, esplodono e poi ricadono in mare. 
Tu adesso sei cenere!
E faresti meglio a ridurre così anche il sentimento che ti lega a lui.
Faresti meglio a gettare nelle fiamme il cuore, il cervello e anche le viscere.
Faresti meglio a gettare nel fuoco le lacrime che stai versano ancora una volta per lui...
Che tanto sono invisibili per lui, come te!
Che lui non si rende conto della tua felicità, figuriamoci della tua tristezza...
Faresti bene a gettare lui nelle fiamme, e il suo ricordo.
Prima di ridurre in polvere anche l'ultima briciola di orgoglio.
Tentando di salvare quel minimo di amor proprio che galleggia esangue sul pelo dell'acqua... Come fuochi d'artificio!

domenica 28 aprile 2013

.. Metamorfosi ..


E vi dirò di come mi sono trasformata.. Di come il corso degli eventi e le svariate situazioni che mi si sono presentate abbiano plasmato e mutato il mio carattere.. Di come il mio cuore sia stato stretto in una morsa di ghiaccio.. E di come la  speranza abbia lasciato quasi del tutto il posto alla diffidenza.. Per raggiungere tutto questo ho dovuto toccare il fondo..

Due o tre sabati fa ero con le mie amiche.. Ero irrequieta perché lui non c'era.. Non riuscivo a godermi la serata.. Una meravigliosa serata con tanto di festa di paese e fuochi d'artificio.. Ma quella sera anche io ho fatto il botto..

Ci fermiamo al solito bar.. Le solite facce.. Le solite chiacchiere.. Quando ad un tratto lo vedo arrivare.. Lui e il suo gruppo di amici.. Ci salutiamo.. Ma i suoi baci di giuda mi gelano l'anima.. Pochi convenevoli.. Qualche sorriso di circostanza e si allontana.. E mi sento l'ultima arrivata.. Mi allontano con le mie amiche e sconvolta mi metto alla guida.. Pochi metri e la macchina viene invasa dal rumore dei miei singhiozzi.. Crollo.. Fisico ed emotivo.. Mi abbandono a me stessa.. Le mie amiche tentano di farmi ragionare mentre il respiro si fa sempre più affannoso.. La classica crisi di panico, ne riconosco i sintomi.. Loro preoccupate tentano di farmi parlare.. Di farmi capire che sono solo troppo nervosa.. Troppo stanca.. Che queste cose capitano a tutti.. Che non sono patetica.. Che non sono nè la prima nè l'ultima ad avere problemi di cuore.. Che però non vale la pena stare così.. Perché nessuno merita di farti provare tanto dolore..
Ma io non riesco a tranquillizzarmi.. Il corpo quasi trema.. Una delle mie amiche balza in avanti per prendere il mio posto sul sedile del guidatore.. Non sono in grado di guidare fino in ospedale, ed è chiaro che ho bisogno di aiuto.. Mi sposto al lato per farle spazio.. Ed è lì che la vedo.. Ed è lì che tutto è cambiato..
 Mi guarda attonita.. Il trucco sbavato da litri di lacrime.. Gli occhi gonfi e rossi per il pianto..
La mia immagine riflessa nello specchio retrovisore mi fissa sconvolta.. Negli occhi tristezza, angoscia e tanta tanta paura.. Paura di essere persa.. Di essere condannata all'eterna  infelicità.. Di non avere più stimoli.. Di non riuscire a raggiungere lui.. Negli occhi una vena di disprezzo luccica.. Disprezzo non solo per lui, ma anche per me stessa.. Per quello che sono diventata.. Una che si piange addosso.. Che piange per uno stronzo.. Che si dispera per la sua indifferenza.. Che si fa il sangue amaro per ogni piccolo ostacolo.. Che è stanca di lottare e di combattere battaglie che sa essere perse in partenza.. Una codarda.. Una che vede solo porte chiuse.. Una che non vede sbocchi nè possibilità..  Da quel giorno la mia vita è cambiata.. 
Mi sono accorta di come ero diventata.. Di come mi ero ridotta.. E di quanto odiassi essere così come non ero mai stata..
Ho imparato a non aspettarmi più niente da nessuno.. Sono diventata indifferente.. Alla vita in generale.. Agli stimoli che provengono dall'esterno.. A quasi tutto ciò che mi circonda.. E sebbene io sia a conoscenza di quanto questo possa essere negativo, non riesco ad abbandonare la mia parte schiva.. Sto provando a mettere da parte l'apatia che mi ha colpita, poco per volta.. Per non incappare in un altro eccesso.. per trovare un giusto equilibrio che mi faccia vivere se non felice, almeno con un briciolo di
serenità quotidiana.. Sto provando a rimettere in sesto il cuore.. Sto provando a camminare di nuovo a testa alta.. A non disprezzarmi più.. A volermi bene.. A mettere me stessa prima, sempre.. Sto provando a non soffrire più.. A far leva sempre e solo sulle mie forze.. Perché la presenza degli altri in fondo è relativa.. La vita è un percorso che compiamo da soli.. È bello contornarsi di persone che possono in qualche modo arricchirla, ma è anche vero che non dobbiamo lasciar dipendere le nostre scelte, le nostre emozioni e noi stessi da costoro.. Questo è stato l'errore che mi ha sempre accompagnata dalla nascita.. Spero di imparare presto a gestire con ponderazione questo mio stato emotivo di continuo bisogno del prossimo.. Vorrei capire cos'è che mi manca davvero.. Quali parti del mio carattere debbano essere demolite e ricostruite, quali debbano essere solo smussate e quali ancora siano già giuste..
Ho sempre pensato che il mio essere fosse simile ad un cubo di Rubik.. È ora che un po' di facce vadano a posto...!!!

martedì 2 aprile 2013

[AtTesa]

E poi alla fine sei lì, che aspetti...
Aspetti qualcosa che non sai se arriverà...
Attendi un momento che forse il destino non ha messo in conto...
Aspetti una persona che probabilmente non incrocerà mai la sua vita con la tua...
Che le vostre vite si sono scontrate, certo, ma dopo l'impatto è finita lì...
Che tu ci pensi un milione di volte a cosa fare, a come agire... Che pensi a fare tutto quello che è in tuo potere per cambiare le cose...
E quando non cambia proprio nulla decidi di non fare più  niente...
Sperando che sia quel niente a fare la differenza... Che l'indifferenza gli faccia render conto della tua assenza..
E immagini i momenti passati e i possibili istanti futuri...
Sei lì che guardi il cielo, e rifletti sui chilometri che vi separano...
E poi guardi in basso, e fissi il terreno...
Perché la distanza materiale non esiste... È irreale...
Perché siete vicini e ci basterebbe un minuto per vedersi e incontrarsi...
E nonostante questo sembra di essere lontani mille miglia...
Di vivere su due pianeti diversi...
Perché non ci si incontra mai.. Solo per caso..
E tu vorresti sostituire le coincidenze con la voglia...
Perché averlo accanto per te è importante...
E lui non se ne accorge...
O fa finta...
O non ha voglia...
O ti ignora...
E allora torni a guardare il cielo, sperando che passi una stella...
Sperando che si avveri l'ennesimo desiderio su di lui e su di te...
Sperando in un risvolto felice...
In un cambiamento...
Ma forse la vita certe cose non le fa mutare, e basta!!
Forse bisognerebbe rassegnarsi senza troppe domande...
E accettare che Per quanti sforzi si facciano resterà tutto com'è...
Sempre uguale a prima..
Perchè forse le attese sono solo un test per misurare la nostra resistenza...
La nostra capacità di sopportare..
Di piegarci...
Di spezzarci...
Di andare avanti seppur feriti...
Forse le attese sono solo lassi di tempo inconcludenti...
Che forse il tempo dell'attesa è fatto di istanti di vita sprecata dietro ad un'idea irrealizzabile...
E forse non verrai mai ripagato per tutti i momenti in cui hai tenuto duro...
Che a quello che fai e che dici e a quello che fa e che dice lui non ci credi più neanche tu...
E ti sembra di combattere contro i mulini a vento...
Perché ormai nelle mani hai solo lacrime miste a briciole di speranze...
Che ai sogni non ci credi più...!
Ma nel dubbio stringi i pugni e tiri dritto...
E ci aggrappiamo anche al barlume di speranza più fioco...
Che prima o poi il vento deve cambiare...
E prima o poi le strade dovranno ricongiungersi ancora...

Andare avanti nell'attesa del prossimo impatto...
Tenendoci stretto il cuore per non perderlo definitivamente...
Per prepararlo al prossimo momento in cui la speranza tornerà a mancare...
E ci sentiremo inutili...
E allora dovremo aggrapparci solo al battito del nostro cuore per capire che siamo ancora vivi...

giovedì 7 febbraio 2013

Maledetta innamorata!!!



Voglio buttare giù i miei pensieri perchè proprio non ce la faccio più.

Mi frullano nella mente così tanti ricordi, così tante sensazioni, così tante voglie, così tante ansie, così tanti timori, così tante speranze che ho paura che il mio cervello rischi di esplodere.


Maledetto cervello.


E maledetto cuore.


Maledetta me, che per una volta che mi sono innamorata davvero, vengo lasciata da sola coi miei sentimenti...


Che in fondo con queste emozioni ho imparato a convivere, da sola, ma è brutto non poter esternarle e sopprimerle... 

Perchè non è ancora il momento! 
E mi chiedo se lo sarà mai...

E' come se ci fosse un esubero di emozioni che non riesco più a tenere sotto controllo.


Non riesco più a gestirli e a gestirmi.


Le emozioni vogliono uscire, e manifestarsi.


Vorrei urlare ad alta voce quel nome che mi rimbomba di continuo nelle orecchie.


Vorrei buttar via lo stomaco e le viscere per non sentire più quelle maledette farfalle.


Vorrei poter dire: "Mi manchi, ma davvero!! Ma davvero troppo... Perchè la tua assenza si sente come un peso opprimente, mentre tu la mia sembri non sentirla. E questo fa ancora più male", senza dovermi vergognare.


Ma è davvero questo l'amore?!


Maledetta innamorata, allora.


Maledetta me che ogni giorno aspetto delle attenzioni che so non arriveranno.


Che aspetto il giorno in cui lui veda le cose in maniera diversa.


Maledetta me, che nonostante un ciclo infinito di disattenzioni mi basta uno stupido cenno per ritornare ad essere felice.


Maledetta me, che nonostante le delusioni e le amarezze trovo sempre il barbaro coraggio di investire cuore cervello e sentimenti.


Maledetta me che nonostante i miei tentativi di aspettare il suo momento propizio mi sto logorando... ma continuo a trovare la forza per aspettarlo.


Maledetta me, che credo in un NOI che forse non è mai esistito e non esisterà mai.


E maledetto il fatto che credo nel "Mai rinunciare a qualcosa che vuoi veramente. E' difficile aspettare, ma è peggio rimpiangere"...


E allora, semplicemente, MALEDIZIONE!!

giovedì 17 gennaio 2013

Impasse

The Tired Photographer. Week 52

In questi mesi ho avuto la sensazione di non poter scrivere, o di non sapere più come utilizzare le parole.Sono riuscita ad aprirmi di più con le amiche.Ormai le più fidate hanno imparato a memoria la situazione patetica che sto vivendo.Eppure oggi non ce l'ho fatta a parlare con loro.Oggi ho sentito l'esigenza di scrivere.Di buttare fuori i pensieri non con la voce ma con la tastiera.


Impasse forse è la parola migliore per definire la mia situazione.
Un vicolo cieco dal quale sono condannata a non uscire indenne.

La mia situazione non è per niente facile.
A tratti sono così felice che mi manca la terra sotto i piedi.
Altre volte faccio i conti con una realtà molto più dura, e il terreno lo sento eccome... è così friabile che finisco per precipitare in qualche voragine.

Tutto perchè le mie emozioni le faccio dipendere da un uomo... Quanto mi odio per questo!

Adesso mi trovo sul fondo del burrone.
E sento di non avere le forze per risalire.
Nè il coraggio per intraprendere la scalata.

Sono terrorizzata che risalendo io possa trovare una situazione addirittura peggiore di quella che c'è nel baratro.

Quindi preferisco l'isolamento...

Nel baratro ci siamo solo io e la mia solitudine.
E' come vivere in esilio volontario.
Ed ho paura che ritornando nel mondo reale io possa essere messa da parte non per mio volere ma per volere altrui.
E questo mi fa preferire la solitudine volontaria.

Almeno ho la sensazione di aver scelto la mia condizione.
Meglio che subire la scelta degli altri.

Quindi capita che io non lo contatti per giorni. 

Giorni in cui vivo col patema d'animo fino a che il display del mio cellulare non mi notifica un messaggio. Allora ritorno normale ed espansiva nei suoi confronti. 
Fino a quando lui non "raffredda" in qualche modo la situazione.
E allora io ritorno a non contattarlo più fino a che lui non ricerca il contatto...

Il solito tira e molla...
La mia solita insicurezza... !

Sono passati cinque mesi da quando c'è questo nuovo individuo nella mia vita.

E ad essere onesta non so neanche nè come nè perchè sia entrato a farne parte.
Semplicemente un giorno è successo. 

Il problema è che la sua permanenza nella mia vita non è nè ben definita nè costante.

Entra ed esce in punta di piedi.
In qualità di non si sa cosa.


Io e lui non abbiamo cominciato da amici.

Abbiamo cominciato quasi da sconosciuti.

Lui e la sua ex frequentavano saltuariamente il mio gruppo di amici. E abbiamo sempre avuto un rapporto formato dal buongiorno e dalla buonasera.

Poi lui è stato mollato. 
E sarà che non ho mai visto un uomo di 26 anni piegato in due dal dolore, ma mi sono sentita "in dovere" di stargli vicino.

Solo che in breve il dovere si è trasformato in piacere...

E allora ho imparato a conoscerlo.

E lui ha imparato ad aprirsi con me, seppure con varie difficoltà dettate dal carattere un pò introverso e da una scarsa fiducia in se stesso e nel prossimo.

Ho sempre cercato di stargli accanto con disinteresse.

Ho sempre provato a dimostrare che il tempo passato insieme a sorridere era finalizzato a quello e a nulla più.

Volevo solo vederlo felice...

Perchè io non sono mai stata in grado di sfruttare le persone.
Semmai sono stata stupida nel farmi sfruttare e nel ripetere svariate volte quest'errore.
Ma mai, e sottolineo mai, ho usato un altro essere umano.


Io gli sono sempre stata vicina, e basta.

E forse adesso sto pagando le conseguenze di un bene dato via con poca parsimonia.

Un bene che per me è diventato qualcosa che somiglia vagamente all'amore.

Ma lui fa ancora fatica... troppa fatica ad abbandonarsi ai sentimenti.

E sebbene tra me e lui sia nato qualcosa, lui ha paura di non essere in grado di gestire un nuovo rapporto.
(La storia con la sua ex è finita poco prima che ci conoscessimo)

E prova a bloccare i sentimenti con la razionalità.

La sua mente prevale sul suo cuore.
La mia mente, invece, soccombe miseramente...


Non so bene cosa provi lui per me.
Non riesco ancora a comprendere.

So che quando ci guardiamo negli occhi, però,  dimentico anche di respirare.
E tutto ciò che mi circonda diventa rumore bianco.

So che i baci, le carezze e l' intimità che eravamo stati in grado di sviluppare, mi mancano come il pane.

Perchè pensare che l'ultima volta che ci siamo baciati risale a fine novembre mi fa venire le lacrime agli occhi.

Da dicembre in poi abbiamo evitato ogni gesto amorevole... e ci siamo visti di meno. Quasi da amici. Perchè la condizione d'indecisione in cui si trovava mi feriva.
E lui non voleva ferirmi.

Peccato sia ancora indeciso.
E peccato che questo mi ferisca ancora...

Non riesce a stare con me.
Ma non riesce a stare neanche senza di me.

E so che dovrei lasciarlo andare...
Perchè una persona indecisa non mi merita.
Ma rinunciare a lui fa troppo male.

Perchè l'unico modo che vedo per farlo uscire dal mio cuore è che me lo strappino via dal petto.

E spasimo e soffro per delle attenzioni che "dovrebbero essermi garantite di diritto" dopo quello che si è creato tra di noi...
Perchè i sentimenti non li puoi bloccare.
E lui non può essere così bloccato da non voler più amare.

Le delusioni non dovrebbero paralizzarti a tal punto da non farti più vivere!

Anche se hai sofferto tanto.
Anche se sei morto dentro.

Ma come disse Coelho: "l'essere umano è così, sostituisce gran parte delle proprie emozioni con la paura".

E mentre mi trovo ancora nell'impasse, combatto la sua paura di lasciarsi andare con la perseveranza.

Spero di poter imparare il valore dell'attesa.

E spero di poter essere in grado di dargli spazio e di intervallarlo bene con la mia presenza.

Spero che capisca che vuole me come io voglio lui...

Non sono mai stata in grado di prendermi qualcosa che volevo. Forse anche questo mi manda in crisi...

Chissà se saprò mai come si raggiunge un traguardo.

Forse sono brava solo a sognare...


(P.S)
(Comunico a tutti i followers e a tutti coloro che si soffermano a leggere i miei post che al più presto verrò a farvi visita sui vostri blog, per ringraziarvi delle premure che mi dimostrate. Purtroppo ho bisogno di una migliore organizzazione/ gestione delle giornate per fare tutto. E ultimamente ne sono a corto!! Abbiate pazienza!! :* )

sabato 8 dicembre 2012

Non volevo che fosse semplice... Volevo che ne valesse la pena...

Nonostante sia passato un pò di tempo dal mio ultimo post, la situazione è rimasta quasi invariata.
L'unica cosa che è cambiata è la fiducia in me stessa, è crollata di nuovo.
So che non dovrei far dipendere le mie sicurezze dagli altri, ma cercare conferme all'esterno è proprio più forte di me.

Siamo usciti varie volte.
Abbiamo parlato tanto.
Ci siamo capiti.
Abbiamo litigato.
Ci siamo baciati.
Ci siamo voluti.
Ci siamo allontanati.
Ci siamo fraintesi.
Ci siamo riappacificati.
Ci siamo ignorati.
Ci siamo cercati.
Ci siamo allontanati ancora...

Ma torniamo sempre allo stesso identico punto.
Il nostro rapporto sembra un cerchio.
Anzi no, sembra un vortice.
Io mi trovo al centro.
Sommersa da mille perplessità, da mille interrogativi.
E Vedo tutto con poca chiarezza.
Ma ho la sensazione che lui abbia più lucidità di me.
Che lui dal cerchio è fuori.
Che vive le cose con più disinteresse.
Che è convinto che io ci sono e ci sarò sempre.

Perchè per quanti sbagli abbia fatto, io l'ho sempre capito.
L'ho sempre giustificato...
L'ho sempre perdonato...

Perchè in fondo i suoi errori erano dettati dall'insicurezza e dalla paura.
Perchè in fondo lui non si rendeva neanche conto di sbagliare.

Ma se c'è una cosa che ho capito è che sono stata io a sbagliare.

Ho sbagliato a vedere in lui tutta questa confusione.
Perchè le sue idee sono fin troppo chiare: la priorità alle cose importanti, e io non sempre ne faccio parte.
Anzi...

Nella sua lunga lista di impegni io ricopro un posto molto misero.

Sento di non riuscire più a capire i suoi gesti.
Sento di non capire più Perchè prima mi chiede chiarezza e poi è il primo ad essere ambiguo.
IO non capisco più che interesse abbia nei miei confronti.

Prima diceva che con me sarebbe stato capace di lasciarsi andare.
Ora lo vedo sugli attenti.
Fermo sulla difensiva.

Sento quasi che mi stia Evitando.

E non capisco il senso di trascinate ancora questa cosa, da parte sua.
Perchè da parte mia so che sopporto Perchè mi sono innamorata.
E anche se mi sono innamorata ho provato varie volte a porre fine alla situazione.
Lui me l'ha sempre impedito.
Perchè lui a me ci tiene..
Solo che per fare bene le cose deve andate con calma.

E dopo queste parole, io divento paziente di nuovo.

Ma anche l'amore ha dei limiti, come la pazienza.

E io non riesco più a tollerare questo interesse ambiguo e relativo.

Vorrei dare uno sbocco a questa situazione.

Vorrei dare un senso a questi stupidi sentimenti.

Ho contribuito a creare questo rapporto incoerente, ed oggi me ne pento.
E sono in cerca di un rimedio, se c'è...

Ecco, sono qui, dopo un altro mese, ancora più presa e confusa di prima.

Un'altra volta in balia dei miei sentimenti.
Un'altra volta preda del volere altrui.

Non volevo che la cosa fosse facile...
Volevo solo che valesse la pena di soffrire un po'...
Volevo che i miei sentimenti venissero ricambiati con disinteresse.

Che strano il destino... Prima ti lancia una nuova sfida e ti fa credere
di poter raggiungere un nuovo traguardo,
e poi ti lascia con un pugno di mosche in mano...

domenica 14 ottobre 2012

Si chiude una porta... si apre un porta identica alla precedente

 Il mio errore più grande è quello di non imparare mai dai miei errori precedenti.
O forse imparo qualcosa dopo l'impatto iniziale e poi col passare del tempo dimentico.
Il mio errore è quello di essere fiduciosa.
Di credere nelle persone.
Di concedere me stessa senza riserve.


Io sono così...

Maledettamente poco costruita.
Odiosamente sincera, sempre.
Dannatamente istintiva prima e riflessiva poi...


Io sono così, e non mi pento di quello che sono.

Mi pento delle conseguenze che questo mio essere mi portano...

Senza titolo




Un mese fa ho provato a spazzare via le ultime briciole del rapporto che mi legavano ad R. , il ragazzo di cui mi ero innamorata mentre ero ancora fidanzata col mio ex.
Una situazione difficile che mi ha fatta soffrire parecchio.
Che mi ha provocato sacrifici immensi.

Un dolore che adesso è passato.

Passato perchè ora sto "male" per altro.
O forse dovrei dire altri...

Questa persona l'ho conosciuta un pò di tempo fa.

Situazione analoga a quella con R.

Lui fidanzato, io e lui che uscivamo nella stessa comitiva.
Rapporto pressoché inesistente, contornato da discorsi poco impegnativi e frasi di circostanza.
Lui e la ragazza che arrivano alla rottura.
Lui che sta male.
Io che provo un dispiacere profondo per questa sua condizione.
Io e lui che ci avviciniamo.
Lui che con me sta bene.
Io che con lui sto bene.
Lui che vuole voltare pagina.
Io che gli sono vicina.
Lui che poi è confuso.
Io che poi sto male...

Sempre gli stessi schemi.

Ormai comincio ad essere convinta che in me ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato.
Qualcosa che mi porta a ripercorrere sempre gli stessi passi.
Una vita che di evolversi proprio non ha voglia...


Rispetto a quello che avevo con R. il rapporto che si è instaurato con questo ragazzo è più sincero.

E l'unico "problema" che con me gli impedisce di fare passi in avanti o di ritrattare quelli già compiuti, è che ancora non se la sente.

Che di andare avanti con la sua vita lui ne ha una gran voglia.

Perchè sente la necessità di dare importanza a se stesso e a tutte le esigenze che tempo fa aveva compresso o sacrificato.

Che lui con me sta bene... Tanto... Forse troppo...

Ma la tempistica è sbagliata.

La sua storia precedente ed importante è finita da troppo poco tempo (un mese e mezzo) e lui deve ancora ricostruire i suoi equilibri.

Deve ancora fare i conti col passato.

Deve metabolizzare.

Ha bisogno di tempo, perchè la serenità non si recupera con la stessa velocità con la quale la si perde.

C'è bisogno di impegnarsi.

C'è bisogno di forza di volontà.



Io vorrei stargli vicino, perchè per il momento abbiamo costruito un bel rapporto.

Ma sono bloccata a mia volta.

Ho paura che la sua confusione possa confondere anche me.

Ho paura di non essere abbastanza forte per sostenere la sua attuale fragilità.

Ho paura di andare in pezzi di nuovo...

Tra di noi si stava creando qualcosa.

Ma siamo andati troppo veloci e ora lui sta rallentando.

Vorrei assecondare i suoi ritmi, perchè sento che è una persona per cui potrebbe valerne la pena.

Ma ho paura che se lui non riuscisse a fare più passi in avanti,
ancora una volta sarei io a farne le spese...

domenica 7 ottobre 2012

Un mese della mia vita che avete perso...

Eccomi qui, a più di un mese di distanza dall'ultimo post.
È stato un periodo difficile, e devo dire che sono cambiate parecchie cose...
Proverò a spiegarvi poco per volta coi prossimi post.
Per ora godetevi i primi aggiornamenti!! :)

my love

Quasi un mese fa ero qui a scrivere di un ragazzo.
Credo che sia stato quello che mi ha provocato più sofferenza tra tutti quelli che mi hanno fatto patire le pene d'amore.

Ho provato a riprendere i contatti con lui, ma lui non ha voluto.
L'ho cercato dopo mesi e mesi di distacco.
Ho provato a rimettere in piedi il nostro rapporto incerto.
Volevo dare uno sbocco a quella situazione.
Ero pronta a qualsiasi risultato.
Volevo correre dei rischi.
Volevo incontrarlo e volevo parlargli.
Volevo capire da lui e dalla sua bocca cos'eravamo.

Ma alla fine ho capito lo stesso...

Il suo silenzio è stato eloquente...

E allora dopo pianti su pianti, quella porta semi chiusa che lui si era lasciato alle spalle correndo via da me, l'ho chiusa io.
Le ho dato un calcio, uno di quelli decisi.
Volevo sentirla sbattere... Volevo sentire che fosse finita.
Finita per davvero...

E se prima fantasticavo su di me e su di lui insieme, adesso non lo faccio più.
Ho acquisito una grande consapevolezza: non sarebbe mai stato in grado di darmi l'amore che io tanto cercavo e che cerco.

Un amore vero e sincero.
Un sentimento naturale che non c'è bisogno di chiedere nè di pretendere.

Uno come lui non è abituato ad amare sul serio.
Ha sofferto per amore e ha deciso di non lasciarsi più andare.
E per quanto io abbia sperato di potergli sciogliere il cuore, ho soltanto visto il mio andare in pezzi.

Così, tra una delusione e un'altra ancora, ho raccolto i cocci di cuore che ho trovato e ho provato a rincollare il tutto.
Ho recuperato la dignità dalle suole delle mie scarpe... e l'ho rimessa in cima.
Ho raccolto tutti i momenti passati con lui, tutti i ricordi e le sensazioni e ho rinchiuso tutto in una scatola.
Mi ci è voluto tanto scoach e tanta pazienza per far si che le emozioni non fuoriuscissero più, ma alla fine su quella maledetta scatola sono riuscita a scrivere la parola PASSATO...

Dio solo sa quanta fatica mi è costata.

Adesso, voltandomi indietro, vedo una me molto bambina.
Una me troppo ingenua.
Una me che credeva ancora nelle favole.
Una me che voleva sempre vedere il positivo in un mare di negatività.
Una me debole.
Una me vittima.
Una me stupida.

Una me innamorata e ceca.

Adesso mi sento più forte.
Mi sento cresciuta.
Mi sento migliore...

E' incredibile che per ritrovare me stessa ho dovuto, per l'ennesima volta, perdere qualcuno che ritenevo importante.

martedì 4 settembre 2012

Incontro

feeling claustrophobic.


Ieri ti ho visto.
Sarà che pioveva, ma mi hai trapassato il cuore come un fulmine.
Veloce...
Silenzioso...
Letale...

Mi hai guardata e mi hai sorrisa.
Come se non fosse successo nulla!
Come se fosse tutto maledettamente uguale a prima.

Eri con la tua migliore amica.
Quella che ha il mio stesso nome.
Quella di cui io sono gelosa.
Ma questo non te l'ho mai detto.
So bene che la consideri solo un'amica.
Ma mi sono sempre sentita in competizione con lei.
Perchè lei ha molti più problemi di me.
E tu sei sempre stato pronto a risollevarla e a starle accanto.
A volte, lo ammetto, sono stata gelosa dei suoi guai.
Lei mi toglieva spazio...
E io non lo sopportavo.
Che stupida egoista!!

Sei entrato in negozio.
Io ero col tuo miglior amico, per così dire.
Quello che io conosco da una vita e che fa parte delle tue amicizie solo da poco.
Parlavamo tranquillamente.
Poi sei arrivato tu, con lei.
E mi hai sconvolta.

Con me hai interagito poco.
Io non te ne ho dato modo.
Ero troppo nervosa.
Troppo in ansia.
E tu non sei sembrato turbato dalla situazione.

Non ti parlavo.
Non ti guardavo.

Ti ho persino odiato...

Sono uscita fuori col telefono in mano.
Cercavo qualcuno con cui parlare.
Tu non sei uscito.
Sei rimasto dentro, con i tuoi amici.
E allora ho chiamato anch'io un'amica.
Non sapevo che fare.
Volevo solo sfogarmi.

Ogni tanto ti guardavo mentre ero al telefono.
Gli sguardi si sono incrociati.

La tua espressione era quella di sempre...

E i tuoi occhi li ho disprezzati ancora di più.

Ora mi terrorizzano.

Non sono occhi normali i tuoi.
Ti guardano all'interno.
Percepiscono ogni emozione.

Un tempo li amavo.
Mi facevo scrutare dentro, per bene.
Giusto per giocare ad armi pari.
Perchè io ti capivo in un istante.

Ora non ti capisco più...

E quegli occhi li odio.
Terribilmente...

E vorrei detestarti...
Lo ripeto a me stessa come un mantra.
Sperando che queste parole penetrino la mia mente.
Ma riesco ad odiarti per poco.

Volerti bene è diventata una condanna...

Sono andata via dal negozio nell'agitazione più totale.
Frastornata...
Come un drogato sotto l'effetto di una dose pesante.

E sono tornata a casa.
E sono stata male.
Perchè il dolore provocato dai pensieri lo posso sopportare.
Ma il dolore ieri è diventato fisico.
E così anche il giorno prima, e il giorno prima ancora.

Vedevo il mio corpo piegato in due.
E non riuscivo a reagire.
Nelle lacrime speravo di trovare un pò di sollievo.
Nel mio letto speravo di trovare un porto sicuro nel quale rifugiarmi.
Sepravo che appena si fosse esaurito il mio dolore sarei riuscita ad addormentarmi.

Quando ci sono riuscita ho fatto degli incubi terribili.

Io non so cosa mi succederà.
E non so neanche cosa accadrà a te.
Non m'importa più di nulla...

E non sono più sicura di nulla.

L'unica certezza che ho è che quando sarà il momento parleremo ancora.

Dovesse anche essere solo per la nostra ultima conversazione...

lunedì 3 settembre 2012

Un buco nell'acqua?!

Senza titolo
Sabato finalmente ce l'ho fatta.
Ti ho mandato un messaggio.
Ti ho detto qualche frase di circostanza.
Poi ti ho chiesto di farmi compagnia per una sigaretta.
Che io tra l'altro non fumo neanche.
Ma che mi è saltato in mente?!

Non hai risposto.

Sapevo già come sarebbe andata, ma non sono riuscita a trattenermi.
Non posso proteggere me stessa dai miei sentimenti.
Dovrei solo proteggermi da te.
Ma benché il tuo comportamento sia a dir poco vergognoso, non riesco ad odiarti.
Penso che hai i tuoi motivi per non rispondere.
Penso a giustificarti.
Non so Perchè lo faccio, non traggo nessun beneficio da tutto questo.

Chissà se un giorno perderò la stima che ho nei tuoi confronti...
Stai facendo di tutto per farmi demordere.

Ti giuro che se riuscissi a piangere lo farei, ma non riesco a versare neanche una lacrima.
La rabbia è troppo grande e sovrasta qualsiasi cosa.
Tra l'altro è paradossale che l'unico che potrebbe consolarmi saresti proprio tu...

Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in me adesso.
Mi chiedo cos'ho fatto per provocare questa reazione in te.
Mi chiedo perchè fai così.

Vorrei metterti da parte, davvero.
E se di te m'importasse poco probabilmente lo farei.
Ma non ci riesco.

Mi stai ponendo avanti una barriera.
Ma io intendo sfondarla.

Voglio la mia dannata spiegazione.

Non ho più voglia neanche che sia una risposta positiva.
Voglio solo che tu mi risponda.

Mi sembra che tutta la mia determinazione serva solo a fare un buco nell'acqua con te.

Mi chiedo se è solo una questione di tempo.
Se le cose si risolveranno col passare dei giorni.
Se c'è solo bisogno di perseverare.
Se non posso più porre rimedio.

Mi chiedo se a me ogni tanto ci pensi.
Se ignorare i miei messaggi ti costa almeno un pò di fatica.
Se sei deciso a non ritornare, questa volta.

Mi chiedo come fare a ricontattarti se mi sbarri la strada.
Odio il fatto che tempo fa eri tu che me la spianavi...

sabato 1 settembre 2012

Questione di un bacio...

My lips search for your lips, I'm hungry for your touch

Una volta hai detto che eri soddisfatto della tua vita.
Che ti piaceva perchè facevi sempre quello che volevi.
Che anche se sbagliavi eri contento, purchè l'errore dipendesse dalle tue convinzioni.
Che sei uno che rischia, perchè vivere di rimpianti non è nel tuo stile...

Eppure con me hai preferito non rischiare...
E hai fatto retromarcia per non far evolvere il nostro rapporto.
Con me è stato più facile andare via...
Ma sei fuggito lasciando una porta semi chiusa, in modo da poterla riaprire, se vorrai.

A pensarci bene sono una stupida.
Perchè non riesco a mandarti via dalla mia testa.
Perchè il solo pensarti mi fa tremare le gambe.
Il solo ricordarti manda in tilt i miei sensi.

Forse di te, un pò mi sono innamorata.
Ma non eccessivamente...
Quel poco che basta per spiegare tutta l'avversione che ho
per i nostri ricordi, adesso che non ti fai più sentire.
Quel poco che serve a spiegare perchè mi addormento pensandoti e
perchè mi logoro pensando che non mi pensi.
Quel poco che basta per farmi sentire ridicola ogni volta che fantastico su di te.

Forse hai fatto bene a scappare da me...

Tra di noi sarebbe potuta essere una cosa seria.

E io ho paura adesso come ne avevo allora...

Se avessimo ceduto alla voglia di stare insieme, ogni volta che
ce n'è stata l'occasione, non sarebbe stato un episodio unico nè sporadico.
Forse è per questo che abbiamo deciso di reprimerci.

Ci volevamo troppo bene per essere semplici amici
che si vedevano per dar sfogo alle proprie pulsioni.
Ma avevamo troppa paura per essere di più.

Così abbiamo sempre fatto finta di non renderci conto di quanto fossimo compatibili.

E siamo andati avanti costruendo un rapporto a metà...
Nè una vera amicizia nè nient'altro...

Ma se ci volevamo così tanto, cosa dovevamo temere?
Di volerci sempre di più?!

Cosa c'era di male se quando stavamo insieme il tuo cuore batteva più forte?!
- Dio, è un rumore che non riesco a cancellare... -

Vorrei tanto parlarti.
Chiederti perchè ogni volta provi a frantumare uno dei rapporti più sinceri che tu sia riuscito a costruire.
Perchè tenti prima di demolire quello che abbiamo condiviso e poi ti affatichi per rimettere tutto in piedi.

Non so bene se tu sia un egoista, un codardo, un menefreghista.

Ma se c'è qualcosa, se davvero c'è ancora qualcosa, forse evitandomi ti ferisci più di quanto tu non ferisca me.

Vorrei che tu mi parlassi e mi dicessi tutta la verità...
Che ero diventata una necessità per te come tu lo eri e lo sei per me.

E vorrei che poi tu, all'improvviso, fermassi le tue parole con quel bacio che
abbiamo sempre rimandato.

Ora ho bisogno delle tue labbra più che mai.

venerdì 31 agosto 2012

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine"...

Ophelia.

Volevo scrivere qualcosa che parlasse di come mi sento adesso. Di tutta la confusine che mi domina, di tutta la voglia che mi anima e della paura che mi paralizza... E poi ho trovato questa poesia, e non c'è stato più bisogno di scrivere...

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che
un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso ,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli
sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità

Martha Medeiros

mercoledì 29 agosto 2012

Non sono la figlia perfetta

Eccolo, l'ennesimo litigio con mio padre finito con una frase amara di chiusura e tante lacrime.
E di lacrime per colpa sua ne verso tante.
Perchè non sono la figlia perfetta che lui vorrebbe, ma la mia voglia di compiacerlo è così grande che quando non ci riesco sto male.
Sono sempre stata una ragazza ribelle, ma non ho mai dato problemi di natura seria ai miei genitori.
Ho sempre avuto la testa sulle spalle, e gli ho sempre dato modo di fidarsi di me.
Purtroppo una rottura si è avuta dopo l'inizio della mia carriera universitaria.
Un inizio entusiasmante per me, ma disastroso.
A novembre del primo anno mi sono ammalata e dopo aver subito una lenta ripresa ho provato a rimettermi in carreggiata con gli esami.
Non ce l'ho fatta.
E ho deciso di cambiare.
Mi sono trasferita in una brutta e sperduta università Perchè ho avuto paura di non riuscire a recuperare.
Ho rinunciato al mio sogno solo per non deludere mio padre.
Il secondo anno è stato terribile.
Non avevo, e non ho ancora, un briciolo di fiducia in me stessa.
Dopo aver passato qualche seduta dallo psicologo, che mi aveva diagnosticato una  lieve depressione ( non avevo più voglia di fare niente) sono tornata nella mia vecchia università.
Mio padre non ha mai creduto al mio malessere interiore, mai.
Ha sempre pensato che la mia scarsa riuscita nel percorso universitario dipendesse da una mia mancanza di volontà.
Mio padre non sa quante notti ho pianto Perchè non crede più in me.
Non sa che il fatto che io abbia anni di arretrati lo sento pesare sulle spalle come fosse un macigno enorme.
Nell'ambito scolastico sono sempre stata brillante.
Ho sempre regalato ai miei genitori risultati oltre le loro aspettative, e adesso quando fallisco nello studio non riesco neanche a guardarmi allo specchio.
Mio padre non ha più fiducia in me.
Crede che io ci metterò 10 anni per conseguire la laurea.
Ma io mi voglio impegnare, davvero.
Il mio sogno, se a questo mondo è ancora possibile sognare, è di diventare un famoso avvocato.
Prima o poi spero di riuscire ad avere qualche risultato positivo.
Spero di riuscire a rendere orgoglioso mio padre.
Stasera mi sono sentita umiliata per l'ennesima volta.
Non credo che gli sentirò mai dire che sono una buona figlia.
Non credo che gli sentirò dire che sono motivo d'orgoglio.
Spero che un giorno lo vedrò con gli occhi luccicanti di lacrime, e fiero di me mentre mi cingono il capo con la corona d'alloro.
Vorrei sentirmi ancora una volta la figlia perfetta...

mercoledì 22 agosto 2012

martedì 21 agosto 2012

Una storia senza fine...

Sterne.

Ti ho sognato così tante volte che se solo tu mi avessi sognata
la metà del tempo che l'ho fatto io, sarei stata sempre nei tuoi pensieri.
Ormai è di pensieri che si parla...
Di reale è rimasto ben poco.
E se ci penso, di reale non ho mai visto nulla tra di noi.
Solo un rapporto quasi evanescente.
Di due amici che nascondevano, a fatica, la loro complicità.
Un rapporto fatto di sotterfugi, di bugie.
Un rapporto che abbiamo nascosto al mondo.
Un rapporto che era solo mio e tuo.
Fatto di chiacchiere, e di sguardi infiniti.
Un'amicizia che stento a definire così...
Fatta di tanti pezzi di vita, sparsi qua e là.
Pezzi che abbiamo condiviso.
Quelli erano i nostri momenti.
E sebbene io abbia sprecato molte notti della mia vita con te, non riesco a pentirmente.
Quei momenti mi tormentano.
Quell'elettricità che invadeva la tua macchina e che si poteva quasi avvertire sulla pelle.
Quei momenti in cui ci avvicinavamo e ci sfioravamo con discrezione.
Quei momenti che ora sono solo ricordi.
Ricordi che dovrei rimpiangere amaramente, ma che non riesco a buttare via.

Ricordo l'ultima sera che ho passato in tua compagnia.
E' stata una delle più belle della mia vita.
Tra una chiacchiera ed un sorriso ci siamo detti tante cose.
Poi ci siamo presi a schiaffi, ci siamo stuzzicati, ci siamo guardati dentro e ci siamo capiti.
Che il nostro è sempre stato un rapporto strano, fatto di tanti piccoli istanti e di poche pretese.
Bastava esserci al momento opportuno.
Quello ci bastava.

L'ultima sera nella tua macchina è stata strana.
Giocando come i bambini a chi riesce a sostenere lo sguardo dell'altro.
Che ai tuoi occhi profondi e magnetici non c'è scampo.
Non lasciano neanche il tempo di perdersi.
Ti inghiottono e non ti fanno risalire a galla.
IO mi limitavo a fissarti stranita.
Poi mi sono accoccolata su di te, stremata.
Ho poggiato la testa contro il tuo petto.
E l'ho sentito.
Il tuo cuore batteva fortissimo, quasi voleva esplodere.
E tu parlavi ma io non ti sentivo.
Me ne stavo lì in silenzio e ascoltavo la melodia del tuo cuore.
Ed è stato uno dei momenti più magici che abbiamo passato insieme.

Ora ripenso a quella sera, in cui io mi ero resa conto che tu a me ci tenevi, almeno un pò.
Ma tu quasi per dispetto, quasi a voler smentire quella mia vana convinzione sei sparito.
Sparito dalla mia vita.
Non mi hai più cercata.
E non sai quanto ho sofferto per questo.
Ma ho sopportato e sono andata avanti.
Perchè so che tu sei così...
Prima o poi devi allontanarti.
Prima o poi senti che il nostro rapporto ti va stretto.
Quasi fosse un cappio alla gola.
Ma tu hai contribuito a crearlo, e questo non mi da pace.
Che tu di me hai bisogno, e lo sai, ma quasi mi ricacci per metterti alla prova.
Vuoi dimostrare che senza di me ce la fai lo stesso.
E ci riesci per mesi, solo che poi ritorni.
E quando ritorni io ti riaccolgo a braccia aperte.
E il nostro rapporto cresce.
E io e te ci riavviciniamo... Sempre...
Ma poi te ne vai ancora...
E mi lasci sempre col cuore a brandelli.

Che strana la nostra amicizia...

Mi stai  evitando come fossi un male.
Ma io, caro amico mio, sono convinta che il male te lo stia facendo da solo.
Che dopo quello che ti ha fatto la tua ex il cuore non l'avevi più... e il fatto che batteva con me non sei riuscito a sopportarlo.
Che tu all'amore non credi più, ma in me stavi cominciando a credere troppo.
Che io ero diventata una presenza ingestibile nella tua vita.
E tu sei uno che vuole avere il controllo anche sulle emozioni, e questo non potevi tollerarlo.

Un giorno, se troverò un pò di coraggio, ti chiederò cinque minuti del tuo tempo per avere una spiegazione.
Me ne starò buona buona aspettando una risposta che probabilmente il tuo orgoglio non mi darà.

Che tu parli coi gesti e non con le parole.

Aspetterò quel momento in cui mi darai un segnale.

.....................................................................................................................................................................................

L'altra sera ci siamo rivisti, per la prima  volta dopo mesi.
E mi sei sembrato uguale a sempre, ma anche diverso.

Vorrei solo averti ancora nella mia vita.
Vorrei sapere che ci sarai.
Che mi guarderai ancora.
Che mi abbraccerai ancora.
Che avremo ancora cose da raccontarci.
Che ci saranno ancora notti da passare in bianco a parlare.
Che ci sarai.

Ho bisogno di sapere perchè non ci sei stato.
Perchè mi hai allontanata.
Perchè mi hai caccaita fuori dalla tua vita.



Pensare al battito del tuo cuore, stasera, mi lacera.

martedì 14 agosto 2012

...Più si cambia, più è la stessa cosa...

Soul


...Plus ça change, plus c'est la même chose...

Recita un proverbio francese, a sottolineare l'ironia e l'immobilismo che si nasconde, al di là delle apparenze, in tante situazioni e nella stessa natura umana...

Decisione... indecisione...

Beautiful


"La decisione è un coltello affilato che taglia netto e dritto e l'indecisione è un coltello senza filo che lacera, strappa e lascia margini slabbrati..."

lunedì 13 agosto 2012

"L'amore" non va in vacanza, io si!!


Ed eccomi qui!! Finalmente sono ritornata su blogger!!
Mi era mancato il mio spazio virtuale...
Vorrei solo dire, a mia discolpa, che ho avuto un buon motivo per abbandonare il pc: sono andata in vacanza!! :)
Inutile dire che è stata troppo, ma troppo breve.
La cosa che mi consola è che è stata intensa!!
Ad ogni modo, quello che mi porto dietro grazie a questa vacanza è non solo un bagaglio di emozioni indescrivibili (ho visto posti meravigliosi e fatto cose altrettanto meravigliose) , ma porto con me anche il ricordo di una conoscenza...
Mettetevi comodi che inizia il racconto.

La mia vacanza è stata una vacanza sognata e sofferta.
Una vacanza quasi impossibilie da realizzare.
Azzardata, ma riuscita benissimo.
Prenotiamo, appena qualche giorno prima della partenza, per la sicilia.
Terra magnifica!!!
Facciamo le valigie e ci imbarchiamo.
La traversata con la nave dura una nottata.
Una cosa terribile, resa però bellissima dall'incontro con alcuni ragazzi dell'equipaggio.
Scherziamo, ridiamo, e ci divertiamo parecchio insieme; così tanto che le ore volano in fretta e siamo costretti a separarci presto.
Fortuna che l'equipaggio viene cambiato dopo alcuni mesi e non dopo una sola traversata, e così al ritorno ci ritroviamo.

La conoscenza in questione l'ho fatta sulla nave.
Il ragazzo è un membro dell'equipaggio.
Viene dalla campania.
Il classico ragazzo che più che bello (ma vi assicuro che non era niente male) è simpatico da morire.
Uno di quelli che si mette in discussione, e  punta su se stesso perchè conosce le proprie qualità.
Uno che con qualche gioco di parole riesce proprio a stordirti e a farti perdere.
Una bella persona, dunque, alla quale purtroppo non ho dato possibilità.
Abbiamo solo condiviso una bella chiacchierata e niente di più, ahimè!!!

Saliamo sulla nave e a denti stretti guardiamo il paesaggio notturno di Palermo farsi sempre più lontano.
Stiamo per tornare a casa.
Dopo qualche giro all'interno della nave incontriamo i nostri "amici" dell'equipaggio e ci intratteniamo con loro.
"Lui" è lì che parla e sorride.
Una persona che non ride solo con i denti ma anche con gli occhi e col viso.
Mi affascina.

Ci distacchiamo dalle mie amiche e dai sui e cominciamo a parlare.
Lui mi chiede della mia vita, dei miei amori passati.
Mi parla di sè e mi ascolta interessato, come se gli importasse davvero di sentire le storie che ha da propinargli una sconosciuta.
Mi fa complimenti, sul mio modo di essere e sul mio modo di fare.
Mi dice che sono bella.
Ma è difficile credergli dato che quella sera ero in condizioni pietose (mi ero imbarcata dopo una notte in bianco e tante ore di viaggio alle spalle).
La mia autostima cresce e il mio ego ringrazia.
Si sofferma a chiedere della mia ultima storia e mi da la sua opinione.
Abbastanza dura, ma giusta.
Mi chiede della mia vacanza, dei flirt estivi.
E io come una stupida rispondo che dopo il mio ex non c'è stato più nessuno.
Avrei potuto vantarmi delle mie doti seduttive.
Avrei potuto vantarmi di essere una gran conquistatrice.
Avrei potuto, lo ammetto, ma mi sono limitata ad essere sincera.
Così ho esordito con un: "io un pò lo penso ancora, lui si fa sentire ed è come se mi tenesse legata a lui, anche se so che non stiamo insieme".
Ed ecco la mia vena patetica che va alla carica.
Ma lui non mostra la minima crudeltà per la mia frasetta stupida.
Accenna un sorriso e si avvicina.
Mi dice che è normale dopo due anni, dopo aver tenuto tanto ad una persona. Che non sempre si riesce a ricominciare in fretta, ma che bisogna sbloccarsi perchè la vita va avanti.
Mi dice che anche lui ha avuto varie storie importanti, ma che si è lasciato le persone alle spalle quando le cose non funzionavano.
Che io dovrei fare lo stesso, perchè le incompatibilità di carattere possono esserci, ma una donna non può essere privata di certe attenzioni.
E se la mia storia è finita per quello è una cosa che io non dovrei più tollerare da nessuno.

Mi chiede di fare un giro della nave, ma io rifiuto.
So che andrebbe a finire con noi due che facciamo qualcosa che io non voglio fare.
Perchè di chimica tra di noi ce n'è parecchia.
Ne percepisco perfino l'odore...
Ma lasciarmi andare la sento una cosa affrettata, anche se lo vorrei parecchio.
E rifiuto le sue avances.
E me ne pento.

Passiamo il resto della serata in compagnia, con lui che ogni tanto si avvicina e mi abbraccia.
E io lo lascio fare.
Mi sono mancati troppo quei gesti per poterli rifiutare.
Così penso che questo tipo mi piace, ma non riesco proprio a sbloccarmi.

Lui mi promette di venirmi a trovare in paese, una volta finito il suo periodo di lavoro sulla nave.
Che alla fine non siamo poi così distanti.
Ci separa solo un'ora di macchina.
Ci scambiamo il numero.
E mi lascia con la frase: " appena scendo verrò a trovarti, dovunque tu sia".

Finisco la vacanza col sorriso, così come l'avevo cominciata.

Qualche squillo, qualche messaggio.
E intanto a lui ci penso.
Ci penso parecchio.
Penso che mi piacerebbe rivederlo.
Che non era poi così sbagliato lasciarsi andare.
Che anche se io e il mio ex ci sentiamo non stiamo più insieme.
E non posso sentirmi legata a lui per sempre.
Che sono io a permettergli di condizionarmi la vita anche ora che sono single.

La testa è confusa.
Penso parecchio.
Mi sono sentita così legata al mio ex da non riuscire a fare nulla in vacanza, ma è bastato aver incontrato una persona che mi ha colpito per dimenticare, forse, le briciole del "nostro" legame.

E' così assurdo.

Ora il mio ex è in vacanza.
Appena torna dovremmo vederci per parlare.
Io però penso al tipo della nave.
Penso che lo voglio rivedere.
Non so neanche perchè.

Non so come si possa restare invaghiti di una persona che si conosce così poco, o meglio, che non si conosce affatto...

Sento solo che ho voglia di sentirmi bene con me stessa.
Di essere "amata" senza impegno.
Di avere la testa leggera.
Di non voler caricare il mio cuore di altre pene.

Non voglio responsabilità ora nè turbamenti.
Voglio solo andare avanti con la mia vita.

E ripartire...
Partendo da me!!

giovedì 26 luglio 2012

Ormai non l'amo più...

Miss you




"Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora. È così breve l'amore e così lungo l'oblio".

Emarginata(MENTE)

The Secret Lives of Gummi Bears



Ultimamente ho come l'impressione che quello che sono non basti più.
Che da me stessa dovrei pretendere altro, perchè quello che sono diventata non mi soddisfa per niente.
Ho come degli alti e bassi.
Una volta ammiro me stessa per le mie scelte, e per il coraggio che sto dimostrando nell'affrontare alcune brutte situazioni...
Altre volte mi odio... perchè potrei fare di meglio. 
Perchè sbaglio.
Perchè reagisco come una bambina.
Perchè piango invece di prendere in mano la situazione.
Perchè tutto il tempo che spreco a disperarmi lo potrei impiegare ad agire.
Ma che volete, disperarsi è troppo facile per non farlo.

Così capita che mi isolo dal mondo.
Non importa quante persone ci siano, esisto solo io.
E i miei pensieri.

E loro mi soffocano.
Mi annebbiano la mente.
Mi paralizzano.

E più cerco di reprimerli, più loro diventano forti.
Non importa quanti sforzi io faccia.
Ritornano e si manifestano con violenza.
E sono costretta a scontrarmi con loro.
E con la mia insoddisfazione...

E vedo gli altri che si divertono, e io sono lì che li osservo.
E non riesco a divertirmi.

Mi chiedo cosa ci sia in me di sbagliato.
Vorrei essere diversa.
Vorrei essere uguale agli altri.
Ridere senza preoccupazioni.
Senza aspettare per forza un motivo valido.
Vorrei farmi trasportare dal momento.
Gioire con gli amici...
Vorrei lasciarmi andare invece di pensare sempre che è tutto sbagliato.
Che le persone non sono giuste.
Che non è giusta la serata.

Ma credo che sia io a non essere giusta.
Almeno adesso.

Spero che questo momento passi presto.
Sono stufa di vedere la vita da occhi che non sembrano più neanche i miei.

Non mi riconosco più...

Mi sento sola.
Mi sento incapace di provare emozioni.
Mi sento insensibile.
Mi sento frivola.
Mi sento invisibile.
Mi sento irritante.
Mi sento inadeguata.
Mi sento scoraggiata.
Mi sento stanca.
Mi sento abbandonata.
Mi sento debole.

Mi sento emarginata...

Rivoglio la vecchia me!!!