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In fondo la mia vita è la storia dei tentativi che ho fatto di tenere i piedi per terra senza mai smettere di alzare gli occhi al cielo.

M.G

martedì 4 settembre 2012

Incontro

feeling claustrophobic.


Ieri ti ho visto.
Sarà che pioveva, ma mi hai trapassato il cuore come un fulmine.
Veloce...
Silenzioso...
Letale...

Mi hai guardata e mi hai sorrisa.
Come se non fosse successo nulla!
Come se fosse tutto maledettamente uguale a prima.

Eri con la tua migliore amica.
Quella che ha il mio stesso nome.
Quella di cui io sono gelosa.
Ma questo non te l'ho mai detto.
So bene che la consideri solo un'amica.
Ma mi sono sempre sentita in competizione con lei.
Perchè lei ha molti più problemi di me.
E tu sei sempre stato pronto a risollevarla e a starle accanto.
A volte, lo ammetto, sono stata gelosa dei suoi guai.
Lei mi toglieva spazio...
E io non lo sopportavo.
Che stupida egoista!!

Sei entrato in negozio.
Io ero col tuo miglior amico, per così dire.
Quello che io conosco da una vita e che fa parte delle tue amicizie solo da poco.
Parlavamo tranquillamente.
Poi sei arrivato tu, con lei.
E mi hai sconvolta.

Con me hai interagito poco.
Io non te ne ho dato modo.
Ero troppo nervosa.
Troppo in ansia.
E tu non sei sembrato turbato dalla situazione.

Non ti parlavo.
Non ti guardavo.

Ti ho persino odiato...

Sono uscita fuori col telefono in mano.
Cercavo qualcuno con cui parlare.
Tu non sei uscito.
Sei rimasto dentro, con i tuoi amici.
E allora ho chiamato anch'io un'amica.
Non sapevo che fare.
Volevo solo sfogarmi.

Ogni tanto ti guardavo mentre ero al telefono.
Gli sguardi si sono incrociati.

La tua espressione era quella di sempre...

E i tuoi occhi li ho disprezzati ancora di più.

Ora mi terrorizzano.

Non sono occhi normali i tuoi.
Ti guardano all'interno.
Percepiscono ogni emozione.

Un tempo li amavo.
Mi facevo scrutare dentro, per bene.
Giusto per giocare ad armi pari.
Perchè io ti capivo in un istante.

Ora non ti capisco più...

E quegli occhi li odio.
Terribilmente...

E vorrei detestarti...
Lo ripeto a me stessa come un mantra.
Sperando che queste parole penetrino la mia mente.
Ma riesco ad odiarti per poco.

Volerti bene è diventata una condanna...

Sono andata via dal negozio nell'agitazione più totale.
Frastornata...
Come un drogato sotto l'effetto di una dose pesante.

E sono tornata a casa.
E sono stata male.
Perchè il dolore provocato dai pensieri lo posso sopportare.
Ma il dolore ieri è diventato fisico.
E così anche il giorno prima, e il giorno prima ancora.

Vedevo il mio corpo piegato in due.
E non riuscivo a reagire.
Nelle lacrime speravo di trovare un pò di sollievo.
Nel mio letto speravo di trovare un porto sicuro nel quale rifugiarmi.
Sepravo che appena si fosse esaurito il mio dolore sarei riuscita ad addormentarmi.

Quando ci sono riuscita ho fatto degli incubi terribili.

Io non so cosa mi succederà.
E non so neanche cosa accadrà a te.
Non m'importa più di nulla...

E non sono più sicura di nulla.

L'unica certezza che ho è che quando sarà il momento parleremo ancora.

Dovesse anche essere solo per la nostra ultima conversazione...

lunedì 3 settembre 2012

Un buco nell'acqua?!

Senza titolo
Sabato finalmente ce l'ho fatta.
Ti ho mandato un messaggio.
Ti ho detto qualche frase di circostanza.
Poi ti ho chiesto di farmi compagnia per una sigaretta.
Che io tra l'altro non fumo neanche.
Ma che mi è saltato in mente?!

Non hai risposto.

Sapevo già come sarebbe andata, ma non sono riuscita a trattenermi.
Non posso proteggere me stessa dai miei sentimenti.
Dovrei solo proteggermi da te.
Ma benché il tuo comportamento sia a dir poco vergognoso, non riesco ad odiarti.
Penso che hai i tuoi motivi per non rispondere.
Penso a giustificarti.
Non so Perchè lo faccio, non traggo nessun beneficio da tutto questo.

Chissà se un giorno perderò la stima che ho nei tuoi confronti...
Stai facendo di tutto per farmi demordere.

Ti giuro che se riuscissi a piangere lo farei, ma non riesco a versare neanche una lacrima.
La rabbia è troppo grande e sovrasta qualsiasi cosa.
Tra l'altro è paradossale che l'unico che potrebbe consolarmi saresti proprio tu...

Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in me adesso.
Mi chiedo cos'ho fatto per provocare questa reazione in te.
Mi chiedo perchè fai così.

Vorrei metterti da parte, davvero.
E se di te m'importasse poco probabilmente lo farei.
Ma non ci riesco.

Mi stai ponendo avanti una barriera.
Ma io intendo sfondarla.

Voglio la mia dannata spiegazione.

Non ho più voglia neanche che sia una risposta positiva.
Voglio solo che tu mi risponda.

Mi sembra che tutta la mia determinazione serva solo a fare un buco nell'acqua con te.

Mi chiedo se è solo una questione di tempo.
Se le cose si risolveranno col passare dei giorni.
Se c'è solo bisogno di perseverare.
Se non posso più porre rimedio.

Mi chiedo se a me ogni tanto ci pensi.
Se ignorare i miei messaggi ti costa almeno un pò di fatica.
Se sei deciso a non ritornare, questa volta.

Mi chiedo come fare a ricontattarti se mi sbarri la strada.
Odio il fatto che tempo fa eri tu che me la spianavi...

sabato 1 settembre 2012

Questione di un bacio...

My lips search for your lips, I'm hungry for your touch

Una volta hai detto che eri soddisfatto della tua vita.
Che ti piaceva perchè facevi sempre quello che volevi.
Che anche se sbagliavi eri contento, purchè l'errore dipendesse dalle tue convinzioni.
Che sei uno che rischia, perchè vivere di rimpianti non è nel tuo stile...

Eppure con me hai preferito non rischiare...
E hai fatto retromarcia per non far evolvere il nostro rapporto.
Con me è stato più facile andare via...
Ma sei fuggito lasciando una porta semi chiusa, in modo da poterla riaprire, se vorrai.

A pensarci bene sono una stupida.
Perchè non riesco a mandarti via dalla mia testa.
Perchè il solo pensarti mi fa tremare le gambe.
Il solo ricordarti manda in tilt i miei sensi.

Forse di te, un pò mi sono innamorata.
Ma non eccessivamente...
Quel poco che basta per spiegare tutta l'avversione che ho
per i nostri ricordi, adesso che non ti fai più sentire.
Quel poco che serve a spiegare perchè mi addormento pensandoti e
perchè mi logoro pensando che non mi pensi.
Quel poco che basta per farmi sentire ridicola ogni volta che fantastico su di te.

Forse hai fatto bene a scappare da me...

Tra di noi sarebbe potuta essere una cosa seria.

E io ho paura adesso come ne avevo allora...

Se avessimo ceduto alla voglia di stare insieme, ogni volta che
ce n'è stata l'occasione, non sarebbe stato un episodio unico nè sporadico.
Forse è per questo che abbiamo deciso di reprimerci.

Ci volevamo troppo bene per essere semplici amici
che si vedevano per dar sfogo alle proprie pulsioni.
Ma avevamo troppa paura per essere di più.

Così abbiamo sempre fatto finta di non renderci conto di quanto fossimo compatibili.

E siamo andati avanti costruendo un rapporto a metà...
Nè una vera amicizia nè nient'altro...

Ma se ci volevamo così tanto, cosa dovevamo temere?
Di volerci sempre di più?!

Cosa c'era di male se quando stavamo insieme il tuo cuore batteva più forte?!
- Dio, è un rumore che non riesco a cancellare... -

Vorrei tanto parlarti.
Chiederti perchè ogni volta provi a frantumare uno dei rapporti più sinceri che tu sia riuscito a costruire.
Perchè tenti prima di demolire quello che abbiamo condiviso e poi ti affatichi per rimettere tutto in piedi.

Non so bene se tu sia un egoista, un codardo, un menefreghista.

Ma se c'è qualcosa, se davvero c'è ancora qualcosa, forse evitandomi ti ferisci più di quanto tu non ferisca me.

Vorrei che tu mi parlassi e mi dicessi tutta la verità...
Che ero diventata una necessità per te come tu lo eri e lo sei per me.

E vorrei che poi tu, all'improvviso, fermassi le tue parole con quel bacio che
abbiamo sempre rimandato.

Ora ho bisogno delle tue labbra più che mai.

venerdì 31 agosto 2012

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine"...

Ophelia.

Volevo scrivere qualcosa che parlasse di come mi sento adesso. Di tutta la confusine che mi domina, di tutta la voglia che mi anima e della paura che mi paralizza... E poi ho trovato questa poesia, e non c'è stato più bisogno di scrivere...

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che
un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso ,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli
sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità

Martha Medeiros

mercoledì 29 agosto 2012

Non sono la figlia perfetta

Eccolo, l'ennesimo litigio con mio padre finito con una frase amara di chiusura e tante lacrime.
E di lacrime per colpa sua ne verso tante.
Perchè non sono la figlia perfetta che lui vorrebbe, ma la mia voglia di compiacerlo è così grande che quando non ci riesco sto male.
Sono sempre stata una ragazza ribelle, ma non ho mai dato problemi di natura seria ai miei genitori.
Ho sempre avuto la testa sulle spalle, e gli ho sempre dato modo di fidarsi di me.
Purtroppo una rottura si è avuta dopo l'inizio della mia carriera universitaria.
Un inizio entusiasmante per me, ma disastroso.
A novembre del primo anno mi sono ammalata e dopo aver subito una lenta ripresa ho provato a rimettermi in carreggiata con gli esami.
Non ce l'ho fatta.
E ho deciso di cambiare.
Mi sono trasferita in una brutta e sperduta università Perchè ho avuto paura di non riuscire a recuperare.
Ho rinunciato al mio sogno solo per non deludere mio padre.
Il secondo anno è stato terribile.
Non avevo, e non ho ancora, un briciolo di fiducia in me stessa.
Dopo aver passato qualche seduta dallo psicologo, che mi aveva diagnosticato una  lieve depressione ( non avevo più voglia di fare niente) sono tornata nella mia vecchia università.
Mio padre non ha mai creduto al mio malessere interiore, mai.
Ha sempre pensato che la mia scarsa riuscita nel percorso universitario dipendesse da una mia mancanza di volontà.
Mio padre non sa quante notti ho pianto Perchè non crede più in me.
Non sa che il fatto che io abbia anni di arretrati lo sento pesare sulle spalle come fosse un macigno enorme.
Nell'ambito scolastico sono sempre stata brillante.
Ho sempre regalato ai miei genitori risultati oltre le loro aspettative, e adesso quando fallisco nello studio non riesco neanche a guardarmi allo specchio.
Mio padre non ha più fiducia in me.
Crede che io ci metterò 10 anni per conseguire la laurea.
Ma io mi voglio impegnare, davvero.
Il mio sogno, se a questo mondo è ancora possibile sognare, è di diventare un famoso avvocato.
Prima o poi spero di riuscire ad avere qualche risultato positivo.
Spero di riuscire a rendere orgoglioso mio padre.
Stasera mi sono sentita umiliata per l'ennesima volta.
Non credo che gli sentirò mai dire che sono una buona figlia.
Non credo che gli sentirò dire che sono motivo d'orgoglio.
Spero che un giorno lo vedrò con gli occhi luccicanti di lacrime, e fiero di me mentre mi cingono il capo con la corona d'alloro.
Vorrei sentirmi ancora una volta la figlia perfetta...

mercoledì 22 agosto 2012

martedì 21 agosto 2012

Una storia senza fine...

Sterne.

Ti ho sognato così tante volte che se solo tu mi avessi sognata
la metà del tempo che l'ho fatto io, sarei stata sempre nei tuoi pensieri.
Ormai è di pensieri che si parla...
Di reale è rimasto ben poco.
E se ci penso, di reale non ho mai visto nulla tra di noi.
Solo un rapporto quasi evanescente.
Di due amici che nascondevano, a fatica, la loro complicità.
Un rapporto fatto di sotterfugi, di bugie.
Un rapporto che abbiamo nascosto al mondo.
Un rapporto che era solo mio e tuo.
Fatto di chiacchiere, e di sguardi infiniti.
Un'amicizia che stento a definire così...
Fatta di tanti pezzi di vita, sparsi qua e là.
Pezzi che abbiamo condiviso.
Quelli erano i nostri momenti.
E sebbene io abbia sprecato molte notti della mia vita con te, non riesco a pentirmente.
Quei momenti mi tormentano.
Quell'elettricità che invadeva la tua macchina e che si poteva quasi avvertire sulla pelle.
Quei momenti in cui ci avvicinavamo e ci sfioravamo con discrezione.
Quei momenti che ora sono solo ricordi.
Ricordi che dovrei rimpiangere amaramente, ma che non riesco a buttare via.

Ricordo l'ultima sera che ho passato in tua compagnia.
E' stata una delle più belle della mia vita.
Tra una chiacchiera ed un sorriso ci siamo detti tante cose.
Poi ci siamo presi a schiaffi, ci siamo stuzzicati, ci siamo guardati dentro e ci siamo capiti.
Che il nostro è sempre stato un rapporto strano, fatto di tanti piccoli istanti e di poche pretese.
Bastava esserci al momento opportuno.
Quello ci bastava.

L'ultima sera nella tua macchina è stata strana.
Giocando come i bambini a chi riesce a sostenere lo sguardo dell'altro.
Che ai tuoi occhi profondi e magnetici non c'è scampo.
Non lasciano neanche il tempo di perdersi.
Ti inghiottono e non ti fanno risalire a galla.
IO mi limitavo a fissarti stranita.
Poi mi sono accoccolata su di te, stremata.
Ho poggiato la testa contro il tuo petto.
E l'ho sentito.
Il tuo cuore batteva fortissimo, quasi voleva esplodere.
E tu parlavi ma io non ti sentivo.
Me ne stavo lì in silenzio e ascoltavo la melodia del tuo cuore.
Ed è stato uno dei momenti più magici che abbiamo passato insieme.

Ora ripenso a quella sera, in cui io mi ero resa conto che tu a me ci tenevi, almeno un pò.
Ma tu quasi per dispetto, quasi a voler smentire quella mia vana convinzione sei sparito.
Sparito dalla mia vita.
Non mi hai più cercata.
E non sai quanto ho sofferto per questo.
Ma ho sopportato e sono andata avanti.
Perchè so che tu sei così...
Prima o poi devi allontanarti.
Prima o poi senti che il nostro rapporto ti va stretto.
Quasi fosse un cappio alla gola.
Ma tu hai contribuito a crearlo, e questo non mi da pace.
Che tu di me hai bisogno, e lo sai, ma quasi mi ricacci per metterti alla prova.
Vuoi dimostrare che senza di me ce la fai lo stesso.
E ci riesci per mesi, solo che poi ritorni.
E quando ritorni io ti riaccolgo a braccia aperte.
E il nostro rapporto cresce.
E io e te ci riavviciniamo... Sempre...
Ma poi te ne vai ancora...
E mi lasci sempre col cuore a brandelli.

Che strana la nostra amicizia...

Mi stai  evitando come fossi un male.
Ma io, caro amico mio, sono convinta che il male te lo stia facendo da solo.
Che dopo quello che ti ha fatto la tua ex il cuore non l'avevi più... e il fatto che batteva con me non sei riuscito a sopportarlo.
Che tu all'amore non credi più, ma in me stavi cominciando a credere troppo.
Che io ero diventata una presenza ingestibile nella tua vita.
E tu sei uno che vuole avere il controllo anche sulle emozioni, e questo non potevi tollerarlo.

Un giorno, se troverò un pò di coraggio, ti chiederò cinque minuti del tuo tempo per avere una spiegazione.
Me ne starò buona buona aspettando una risposta che probabilmente il tuo orgoglio non mi darà.

Che tu parli coi gesti e non con le parole.

Aspetterò quel momento in cui mi darai un segnale.

.....................................................................................................................................................................................

L'altra sera ci siamo rivisti, per la prima  volta dopo mesi.
E mi sei sembrato uguale a sempre, ma anche diverso.

Vorrei solo averti ancora nella mia vita.
Vorrei sapere che ci sarai.
Che mi guarderai ancora.
Che mi abbraccerai ancora.
Che avremo ancora cose da raccontarci.
Che ci saranno ancora notti da passare in bianco a parlare.
Che ci sarai.

Ho bisogno di sapere perchè non ci sei stato.
Perchè mi hai allontanata.
Perchè mi hai caccaita fuori dalla tua vita.



Pensare al battito del tuo cuore, stasera, mi lacera.

martedì 14 agosto 2012

...Più si cambia, più è la stessa cosa...

Soul


...Plus ça change, plus c'est la même chose...

Recita un proverbio francese, a sottolineare l'ironia e l'immobilismo che si nasconde, al di là delle apparenze, in tante situazioni e nella stessa natura umana...

Decisione... indecisione...

Beautiful


"La decisione è un coltello affilato che taglia netto e dritto e l'indecisione è un coltello senza filo che lacera, strappa e lascia margini slabbrati..."

lunedì 13 agosto 2012

"L'amore" non va in vacanza, io si!!


Ed eccomi qui!! Finalmente sono ritornata su blogger!!
Mi era mancato il mio spazio virtuale...
Vorrei solo dire, a mia discolpa, che ho avuto un buon motivo per abbandonare il pc: sono andata in vacanza!! :)
Inutile dire che è stata troppo, ma troppo breve.
La cosa che mi consola è che è stata intensa!!
Ad ogni modo, quello che mi porto dietro grazie a questa vacanza è non solo un bagaglio di emozioni indescrivibili (ho visto posti meravigliosi e fatto cose altrettanto meravigliose) , ma porto con me anche il ricordo di una conoscenza...
Mettetevi comodi che inizia il racconto.

La mia vacanza è stata una vacanza sognata e sofferta.
Una vacanza quasi impossibilie da realizzare.
Azzardata, ma riuscita benissimo.
Prenotiamo, appena qualche giorno prima della partenza, per la sicilia.
Terra magnifica!!!
Facciamo le valigie e ci imbarchiamo.
La traversata con la nave dura una nottata.
Una cosa terribile, resa però bellissima dall'incontro con alcuni ragazzi dell'equipaggio.
Scherziamo, ridiamo, e ci divertiamo parecchio insieme; così tanto che le ore volano in fretta e siamo costretti a separarci presto.
Fortuna che l'equipaggio viene cambiato dopo alcuni mesi e non dopo una sola traversata, e così al ritorno ci ritroviamo.

La conoscenza in questione l'ho fatta sulla nave.
Il ragazzo è un membro dell'equipaggio.
Viene dalla campania.
Il classico ragazzo che più che bello (ma vi assicuro che non era niente male) è simpatico da morire.
Uno di quelli che si mette in discussione, e  punta su se stesso perchè conosce le proprie qualità.
Uno che con qualche gioco di parole riesce proprio a stordirti e a farti perdere.
Una bella persona, dunque, alla quale purtroppo non ho dato possibilità.
Abbiamo solo condiviso una bella chiacchierata e niente di più, ahimè!!!

Saliamo sulla nave e a denti stretti guardiamo il paesaggio notturno di Palermo farsi sempre più lontano.
Stiamo per tornare a casa.
Dopo qualche giro all'interno della nave incontriamo i nostri "amici" dell'equipaggio e ci intratteniamo con loro.
"Lui" è lì che parla e sorride.
Una persona che non ride solo con i denti ma anche con gli occhi e col viso.
Mi affascina.

Ci distacchiamo dalle mie amiche e dai sui e cominciamo a parlare.
Lui mi chiede della mia vita, dei miei amori passati.
Mi parla di sè e mi ascolta interessato, come se gli importasse davvero di sentire le storie che ha da propinargli una sconosciuta.
Mi fa complimenti, sul mio modo di essere e sul mio modo di fare.
Mi dice che sono bella.
Ma è difficile credergli dato che quella sera ero in condizioni pietose (mi ero imbarcata dopo una notte in bianco e tante ore di viaggio alle spalle).
La mia autostima cresce e il mio ego ringrazia.
Si sofferma a chiedere della mia ultima storia e mi da la sua opinione.
Abbastanza dura, ma giusta.
Mi chiede della mia vacanza, dei flirt estivi.
E io come una stupida rispondo che dopo il mio ex non c'è stato più nessuno.
Avrei potuto vantarmi delle mie doti seduttive.
Avrei potuto vantarmi di essere una gran conquistatrice.
Avrei potuto, lo ammetto, ma mi sono limitata ad essere sincera.
Così ho esordito con un: "io un pò lo penso ancora, lui si fa sentire ed è come se mi tenesse legata a lui, anche se so che non stiamo insieme".
Ed ecco la mia vena patetica che va alla carica.
Ma lui non mostra la minima crudeltà per la mia frasetta stupida.
Accenna un sorriso e si avvicina.
Mi dice che è normale dopo due anni, dopo aver tenuto tanto ad una persona. Che non sempre si riesce a ricominciare in fretta, ma che bisogna sbloccarsi perchè la vita va avanti.
Mi dice che anche lui ha avuto varie storie importanti, ma che si è lasciato le persone alle spalle quando le cose non funzionavano.
Che io dovrei fare lo stesso, perchè le incompatibilità di carattere possono esserci, ma una donna non può essere privata di certe attenzioni.
E se la mia storia è finita per quello è una cosa che io non dovrei più tollerare da nessuno.

Mi chiede di fare un giro della nave, ma io rifiuto.
So che andrebbe a finire con noi due che facciamo qualcosa che io non voglio fare.
Perchè di chimica tra di noi ce n'è parecchia.
Ne percepisco perfino l'odore...
Ma lasciarmi andare la sento una cosa affrettata, anche se lo vorrei parecchio.
E rifiuto le sue avances.
E me ne pento.

Passiamo il resto della serata in compagnia, con lui che ogni tanto si avvicina e mi abbraccia.
E io lo lascio fare.
Mi sono mancati troppo quei gesti per poterli rifiutare.
Così penso che questo tipo mi piace, ma non riesco proprio a sbloccarmi.

Lui mi promette di venirmi a trovare in paese, una volta finito il suo periodo di lavoro sulla nave.
Che alla fine non siamo poi così distanti.
Ci separa solo un'ora di macchina.
Ci scambiamo il numero.
E mi lascia con la frase: " appena scendo verrò a trovarti, dovunque tu sia".

Finisco la vacanza col sorriso, così come l'avevo cominciata.

Qualche squillo, qualche messaggio.
E intanto a lui ci penso.
Ci penso parecchio.
Penso che mi piacerebbe rivederlo.
Che non era poi così sbagliato lasciarsi andare.
Che anche se io e il mio ex ci sentiamo non stiamo più insieme.
E non posso sentirmi legata a lui per sempre.
Che sono io a permettergli di condizionarmi la vita anche ora che sono single.

La testa è confusa.
Penso parecchio.
Mi sono sentita così legata al mio ex da non riuscire a fare nulla in vacanza, ma è bastato aver incontrato una persona che mi ha colpito per dimenticare, forse, le briciole del "nostro" legame.

E' così assurdo.

Ora il mio ex è in vacanza.
Appena torna dovremmo vederci per parlare.
Io però penso al tipo della nave.
Penso che lo voglio rivedere.
Non so neanche perchè.

Non so come si possa restare invaghiti di una persona che si conosce così poco, o meglio, che non si conosce affatto...

Sento solo che ho voglia di sentirmi bene con me stessa.
Di essere "amata" senza impegno.
Di avere la testa leggera.
Di non voler caricare il mio cuore di altre pene.

Non voglio responsabilità ora nè turbamenti.
Voglio solo andare avanti con la mia vita.

E ripartire...
Partendo da me!!